Lo Stato d’eccezione la logica predominante dei governi moderni

Pubblicato il 26 settembre 2026 alle ore 11:34

Lo stato d’eccezione è diventato il paradigma evidente dei governi del XXI secolo: la sospensione del diritto sta facendo crollare quel “dover essere” tipicamente neokantiano su cui molti positivisti giuridici si sono soffermati per anni.

di ASSEN POMPOSELLI 

Lo “stato d’eccezione” sta diventando il vero paradigma dei nostri governi: la sospensione temporanea del diritto finisce per svuotare il valore stesso della democrazia. Questo paradosso ci costringe a interrogarci sul destino della democrazia, su ciò che sta subendo e sui suoi valori fondamentali, imponendoci di comprenderne le forme e le articolazioni. Come affermava un grande politico italiano, "democrazia" è diventata una parola nobile: quando la pronunciamo, richiamiamo involontariamente un’assiologia antica e prestigiosa. Molti dei valori che le attribuiamo, infatti, trovano la loro espressione più autentica nella lingua greca.
Il concetto di democrazia esprime undover essere (Sollen), una forma propriamente neokantiana: ciò che dà forma alla legge morale è un principio imperativo che si pone come fondamento anche nellafilosofia kelseniana. Il dover essere costituisce il presupposto puro del diritto e si realizza proprio nella democrazia, la quale si configura come forma universale, analoga all’imperativo categorico da cui deriva l’origine della legge morale.
Sebbene la democrazia abbia storicamente plasmato l’Occidente, molti studiosi vi intravedono oggi il rischio di una degenerazione, capace di scivolare nell'anarchia o nella frammentazione del potere, generando disordine e instabilità. Attualmente, la democrazia si sta svuotando dall'interno a causa di una presunta libertà di cui i governi si appropriano per esercitare una smodata smania di potere. Essa rischia così di trasformarsi nella macchina paradigmatica della corruzione e del declino politico; paradossalmente, la responsabilità di questo processo ricade sulla democrazia stessa, ormai privata del suo fondamento originario. La causa di questa crisi di una forma di governo risalente all’antica Grecia risiede nella classe politica stessa: gli individui, guidati da impulsi egoistici, si appropriano delle istituzioni e concepiscono la politica come un mero strumento di dominio e di autoconservazione del potere.



Bibliografia dell’autore

*Agamben, Giorgio
Stato di eccezione. Homo sacer, II, 1, Bollati Boringhieri, Torino, 2003.
(Il testo fondamentale per approfondire il concetto di stato d'eccezione come paradigma di governo contemporaneo e lo svuotamento del diritto).

*Kelsen, Hans
Lineamenti di dottrina pura del diritto, tr. it. di R. Treves, Einaudi, Torino, 1952 (ed. orig. 1934).
(L'opera chiave in cui Kelsen sviluppa il concetto del "dover essere" come fondamento puro e strutturale del sistema giuridico).

* Bovero, Michelangelo
Contro il governo dei peggiori. Una critica della democrazia depravata, Laterza, Roma-Bari, 2020.


Chi è l’autore : Assen Pomposelli è uno studente della Facoltà di Filosofia presso l'Università degli studi di Roma “ La Sapienza”. Si occupa da anni di divulgazione culturale presso rinomate riviste del settore e ha pubblicato con l’editore Feltrinelli l’opera intitolata Menschenfrage, nella quale approfondisce le origini del diritto e il positivismo giuridico

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