Legame tra il contrattualismo eretico di Rousseau alla teoria hegeliana dello Stato.

Pubblicato il 26 settembre 2026 alle ore 11:45

Hegel e Rousseau condividono un profondo legame intellettuale, uniti dalla necessità di porre il "bene" al di sopra dell'interesse particolare. Questa posizione, marcatamente anti-individualistica, si radica nel loro modo di concepire lo Stato come motore del bene comune (per Rousseau) e della moralità oggettiva o Bene pubblico (per Hegel). Entrambi entrano così in forte contrasto con la tradizione liberale e individualista di pensatori come Hobbes, Locke e Benjamin Constant.

 

di ASSEN POMPOSELLI 

Nel capitolo 12 del II libro del Contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau avviene una celebre classificazione delle leggi che regolano i rapporti tra i membri dell'associazione politica e l'apparato statale, definito come "io comune". Questo corpo collettivo si fonda sull'unione volontaria, sull'attribuzione equa dei diritti e su un duplice ruolo del singolo: egli non è un semplice suddito (sottoposto alle leggi), ma un cittadinoa tutti gli effetti (creatore delle leggi stesse).
In questo contesto, la volontà generale si esprime come l'incarnazione della volontà collettiva dei cittadini, orientata esclusivamente al bene comune. Nel pensiero di Hegel, questa dimensione collettiva trova un parallelismo nello Spirito oggettivo, che supera l'individualismo tipicamente liberale, l'egoismo e l'utilitarismo. Per Hegel, lo Stato rappresenta la sintesi in cui l'individuo supera la propria particolarità egoistica per realizzarsi nell'universalità del bene pubblico. Di conseguenza, il soggetto – integrato nello Stato tramite l'alienazione dei propri diritti naturali – si libera da ogni condizionamento particolaristico.
Un altro tema centrale del secondo libro è la sovranità. Questo concetto richiama immediatamente l'Articolo 1 della Costituzione italiana, il quale recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo...". Per Rousseau, il potere assoluto è esercitato proprio dalla volontà generale. La sovranità è per definizione inalienabile e indivisibile; nell'atto sovrano convivono l'interesse del singolo e quello della collettività, poiché il benessere individuale coincide con quello comune. Di conseguenza, le leggi promulgate dal sovrano possiedono sempre un carattere generale e universale.
Infine, Rousseau evidenzia l'importanza dei costumi e delle tradizioni, che rappresentano i valori saldi su cui si fonda l'identità di un popolo. A differenza delle leggi scritte, i costumi richiedono la figura quasi profetica del Legislatore, un uomo straordinario capace di guidare il popolo verso il bene comune senza avere un potere formale. In Hegel, questo concetto si traduce nello Spirito pubblico (Volksgeist), che si innesta proprio sui costumi, sull'amor di patria e sulla religione, alimentando un profondo senso di appartenenza e dedizione dei cittadini verso lo Stato. Questo nucleo concettuale confluisce nell'eticità hegeliana, ovvero la moralità sociale che si realizza concretamente nella famiglia, nella società civile e, infine, nello Stato. Lo Stato diventa così l'istituzione suprema in cui si incarnano i costumi e i valori culturali di un popolo.

   •    Bibliografia
Rousseau, Jean-Jacques
Il contratto sociale, a cura di R. Gatti, Editori Laterza, Bari-Roma 1997 (Ristampa 2023).
(Nota: Questo testo contiene la suddivisione delle leggi nel Libro II, capitolo 12, e l'analisi del Legislatore nel capitolo 7). [1, 2]

Rousseau, Jean-Jacques, Emilio o dell'educazione, a cura di A. Visalberghi, Mondadori, Milano 1988 (o edizioni successive). [1, 2]

Hegel, Georg Wilhelm Friedrich, Lineamenti di filosofia del diritto. Diritto naturale e scienza dello Stato in compendio, a cura di V. Cicero, Bompiani, Milano 2006.
(Nota: Opera fondamentale per studiare lo Spirito oggettivo, l'Eticità, e la critica hegeliana al contrattualismo e all'individualismo liberale). [1, 2]

Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 1 (per il riferimento al concetto di sovranità popolare e democrazia).


Chi è l’autore : Assen Pomposelli è uno studente della Facoltà di Filosofia presso l'Università degli studi di Roma “ La Sapienza”. Si occupa da anni di divulgazione culturale presso rinomate riviste del settore e ha pubblicato con l’editore Feltrinelli l’opera intitolata Menschenfrage, nella quale approfondisce le origini del diritto e il positivismo giuridico

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