La’’castrazione‘’puro oggetto dell’anedonia

Pubblicato il 30 settembre 2026 alle ore 20:58

La mutazione antropologica trasforma il soggetto libidico in una pura forma di oggettivazione e castrazione, mediante forme animate e transeunti come immagini, video e logiche che nascono dal dispositivo culturale, sociale ed etico

Di ASSEN POMPOSELLI 

La sessualità, in senso freudiano, viene intesa come libido: il principio psichico che origina le pulsioni sessuali, espressione della natura spontanea e funzionale dell'animale biologico. Lungi dall'essere legata a una dimensione puramente gioconda e lieta, la sessualità contemporanea si presenta oggi in modo radicalmente diverso, configurandosi come un oggetto strumentale condizionato dalla logica e dal dispositivo dell'efficienza.

In questo scenario, la sessualità si trasforma nell'oggetto di un teatro collettivo. Se un tempo essa apparteneva alla sfera privata e sentimentale, oggi è divenuta un mero simulacro stilisticamente pornografico e performante. Questa mutazione antropologica precipita l'essere biologico in una logica depressiva, con ripercussioni profonde sulla sfera psichica. La letteratura clinica associa questa sintomatologia a una vera e propria anedonia, in cui il dispositivo opprimente non è la tecnica in sé, ma la legge stessa dell'efficienza, eletta a modello strumentale. Si tratta di un dispositivo che si auto-alimenta e che genera il trauma psichico più evidente: la castrazione del genitale umano, ridotto a immagine accumulabile e a consumo. L'orgasmo, di conseguenza, perde la sua natura di sensazione per farsi mero oggetto dopaminergico.

Le ripetute immagini imposte dall'esterno agiscono come un dispositivo che limita e confina la sessualità, alterando la percezione dell'Altro. In questo contesto, l'Altro dovrebbe essere il soggetto attraverso cui la castrazione si risolve; tuttavia, nel momento in cui il soggetto libidico è profondamente castrato, la logica delle immagini lo sovrasta. L'altro soggetto libidico viene così ridotto a pura e transeunte oggettività: non più soggetto del desiderio, ma mezzo di liberazione e, al contempo, strumento di omologazione all'immagine castrante.

La logica della castrazione asservisce il soggetto a criteri quantitativi e dimensionali del genitale, conducendo alla già citata anedonia clinica. Per tentare di liberarsi da questo scacco, il primo soggetto libidico si serve di un secondo soggetto (anch'esso originariamente libidico), riducendolo a puro oggetto non di desiderio, ma di godimento immediato. La reificazione del secondo soggetto permette al primo una temporanea e illusoria liberazione dalla logica della castrazione, la quale riduce le forme genitali a unità di misura quantificabili. Questa dinamica stressante logora la vita psichica del soggetto sofferente. In questo circolo vizioso, l'unica forma di catarsi si scarica sull'Altro, che si trasforma nell'oggetto di una liberazione violenta, identificata nell'atto stesso della vita biologica, accorpata a violenza e saturazione dell’altro. 

Questa forma di oggettivazione, e la logica che la sottende, non sono interamente riconducibili alle dinamiche del capitalismo, della mercificazione o dell'iperproduttività. Esse derivano piuttosto da un sistema di costumi e valori sociali capillarmente diffusi attraverso le piattaforme di polarizzazione, i social media e gli altri sistemi di condivisione digitale. Il prodotto di questo dispositivo coincide con la castrazione del soggetto libidico nella sua dimensione psichica. Tale scacco lo condanna inevitabilmente alla sofferenza e lo costringe a reificare l'oggetto del desiderio, trasformandolo in un mero strumento per liberarsi dalla castrazione stessa. Questo cortocircuito rappresenta la fonte del malessere contemporaneo: la sessualità viene infatti privata della sua controparte biologica, spontanea e lieta. In questa nuova dimensione, la violenza emerge come il correlato oggettivo della castrazione libidica, configurandosi come il risultato diretto di una cultura predominante e perpetrata attraverso immagini e video. Dal momento che siamo costantemente esposti alla visualizzazione di contenuti ripetitivi e a un linguaggio standardizzato, risulta impossibile emanciparsi da questo dispositivo. Paradossalmente, il tentativo stesso di curare o fuggire da tale anedonia ci rende ancora più sottomessi al dispositivo che l'ha generata.

IO (SOGGETTO LIBIDICO) —— CASTRAZIONE : immagini, video , logica della quantificazione —— ANEDONIA—— l’altro come soggetto (libidico) che diviene ‘’oggetto’’ DELLA LIBERAZIONE. 

Bibliografia dell’autore

* Baudrillard, Jean, Lo scambio simbolico e la morte (1976) o Simulacri e simulazione (1981).


Chi è l’autore : Assen Pomposelli è uno studente della Facoltà di Filosofia presso l'Università degli studi di Roma “ La Sapienza”. Si occupa da anni di divulgazione culturale presso rinomate riviste del settore.

 

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